Per me la bellezza è Kurt Cobain che sfascia una Fender, è Mila Kunis che infila la lingua in gola a Natalie Portman, è una domenica mattina dannatamente post-alcolica. Cannibal Kid
Bellezza è un'umanità creata dallo scandito rincorrersi degli opposti, senza ripensamenti. La mia bellezza è libertà. Saharajoyce
Viviamo in un periodo storico particolarmente difficile, in cui tutto sembra incerto e dove regna il buio più assoluto. Il nostro presente è, nella migliore delle prospettive, semplicemente drammatico. Risulta piuttosto complicato parlare di cose positive. Risulta molto complicato pensare a qualcosa di positivo. Perché allora scrivere proprio oggi in un blog che parla di bellezza? Dove la recuperiamo ora un po' di bellezza? Ce n'è ancora un barlume da qualche parte? Io penso di sì e credo che non serva andare molto lontano per trovarla. La bellezza sta in quelle centinaia di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, volontari compresi quelli che sono in pensione ma tornano per dare una mano, tutti impegnati in questa lotta in continua evoluzione contro il nemico invisibile che ci ha stravolto la vita, la quotidianeità. Sono centinaia anzi migliaia di persone che ogni giorno con turni massacranti che ormai non sono più turni ma la "normalità", lo straordinario che purtroppo diventa ordinario, fanno semplicemente il loro lavoro compiendo al tempo stesso un grande gesto non simbolico di aiuto verso la collettività. La bellezza sta in quei medici venuti dalla Cina dopo aver rischiato la vita in quel paese che ci sembra così lontano e invece, probabilmente è il più vicino in questo momento. Dostoevskij ne "L' Idiota", uno dei suoi grandi romanzi, attraverso le parole del protagonista, il principe Myskin ci diceva che la bellezza salverà il mondo. Io non lo so se potrà mai accadere veramente ma so che per credere ancora in qualcosa di positivo c'è bisogno di esempi e quelli che ho citato rappresentino la più alta forma di bellezza che risiede nell' empatia tra gli esseri umani.
Da circa una decina d'anni l'artista nipponico Takanori Aiba si dedica alle creazione di labirinti di case e alberi bonsai costruendo fantastici micropaesaggi che sembrano concretizzazioni di isole erranti nello spazio.
L' estate è la stagione del riposo, la stagione in cui non succede mai nulla e in cui sembra che tutto resti com'era prima. L' estate è veramente così? Non per forza. In estate si svolgono manifestazioni molto interessanti, eventi in cui la Bellezza (sì con la B maiuscola) la fa da padrona. Ad esempio dalle mie parti in questi giorni va in scena la prima edizione del Peltuinum Theater Fest. Già, ormai bisogna dare i titoli in inglese perché sembra più alla moda. Un festival di cultura. Teatro. danza, cinema, lettura e non solo. Innanzitutto bisogna dire dove si svolge. Mi permetto di dire che Peltuinum è una perla, sebbene poco conosciuta soprattutto nella nostra regione (benché qui vengano apposta perfino dal regno unito!) Sorge su un pianoro nell' alta valle del fiume Aterno dove passava il tratturo magno. Il tracciato è quello della via Claudia Nova. La storia di Peltuinum inizia nell' epoca dei Vestini e ha il suo apice durante l'età augustea, quando viene costruito il teatro che si è ben conservato. Siamo in una posizione centrale rispetto alle maggiori catene montuose dell' abruzzo: il Gran Sasso, la Majella e il Sirente-Velino. Un luogo unico. Un paesaggio unico. Il festival è cominciato venerdì e termina domani sera. Ho assistito a due spettacoli, uno più bello dell' altro. Venerdì è andato in scena un workshop curato da Daniele Monterosi e Federica Gumina. Il titolo è The Exleriment. In cosa consiste? Dieci attori che non si conoscevano messi insieme sei giorni prima che hanno lavorato in coppia su 5 scene diverse per rappresentare le paure, le ansie, le gioie, le insicurezze dei giovani di oggi. 5 storie messe in piedi dagli stessi giovani attori che ne erano anche gli autori. Uno spettacolo senza barriere e senza filtri, in cui il pubblico (tra cui il sottoscritto) era coinvolto in prima persona. Nessun sipario, nessun palco. Uno spettacolo mai provato prima d'ora in Italia: è stato molto emozionante. Spero solo che lo rifacciano e se capita dalle vostre parti e ne sentite parlare, andateci! Da non perdere. Difficile descriverlo a parole.
Ieri sera invece è stato il tempo della commedia dell' arte con La ridiculosa commedia della terra contesa. Uno spettacolo della compagnia "I nuovi scalzi" già premiato l'anno scorso al festival di Mont Laurier in Canada come miglior spettacolo del 2015. Ha ottenuto inoltre il premio per la “Miglior recitazione – menzione speciale” al DOIT 2015 Festival di Roma, ed i premi per il “Miglior spettacolo”, la “Migliore attrice protagonista” e il “Miglior secondo attore” al 1st International Theatre Festival for Youth Sharm El Sheikh, in Egitto. Al centro della storia ambientata a Barletta, due secoli dopo la celebre disfida, c'è la terra. La terra coltivata col sudore della fronte dal povero Friariello, onesto contadino, che in un sol colpo se la vede quasi scippare dal prepotente e avido Don Pantalon de Forchia e dal nobile venuto dal nord dottor Graiano d' Asti. Nel mezzo la bella Florenzia, figlia del primo ma "ambita" dal secondo che avrà un ruolo importante nella storia. E infine il valoroso Gonzalvo da Cordoba che si rivelerà il personaggio decisivo per la conclusione della contesa. Inutile dire che ho riso come un pazzo. Ma lo dico lo stesso. Il teatro è bello. è bello quando è fatto con passione e, tra l'altro, con pochi anzi pochissimi mezzi. Per cui chi lo fa e non parlo solo di attori (ma anche e soprattutto dei santi tecnici il famoso dietro le quinte a cui andrebbe fatto un monumento) merita davvero rispetto. Il teatro è bello ma fatto in un contesto come questo è meraviglioso.
Se siete da queste parti (neanche trenta km da L' Aquila e settanta da Pescara) e non lo avete già fatto, accorrete numerosi!
Pufffff... soffiamo via un po' di polvere da questo blog... ammazza, era parecchio che nessuno entrava qui dentro, eh? Me compreso, per carità: ma è difficile vedere la bellezza, e tanto più parlarne, quando intorno tutto congiura a favore del brutto, dell'abbrutimento fino alla laidezza. Ma questo è un blog di resistenza all'incedere del brutto, no? E la resistenza sa nascondersi, nei tempi peggiori, per essere più efficace al momento più opportuno. Penso che nessuno abbia smesso di crederci, abbiamo solo nascosto la brace sotto la cenere.
Parlando di bellezza, non è possibile tacere dei canoni della bellezza estetica umana, e femminile in particolare. So di non dire nulla di nuovo, se affermo che il corpo femminile è quello che ha patito di più l'insulto dei capricci maschili, che di periodo in periodo hanno esaltato un genere di figura a discapito di un altro, imponendo canoni estetici a volte anche improbabili, decidendo l'immagine che la donna deve dare di sé : la foto di apertura è un esempio evidente di questo, e ancora di più il video da cui le immagini sono tratte; volevo però riflettere su quanto questa necessità indotta sia interiorizzata anche dalle vittime di questa che, di fatto, è una discriminazione.
La mia compagna è bella. Non sono io che la vedo bella perché la vedo attraverso gli occhi di un uomo innamorato, io credo che sia oggettivamente bella: forma regolare del viso su cui spiccano sguardo e sorriso luminosi, naso diritto e proporzionato, mento né sfuggente né pronunciato, guance morbide ma toniche, pelle che con l'abbronzatura assume una tonalità che ricorda la crosta del pane: bella e basta, senza se e senza ma. Nuda, poi, è una dea, ed esattamente una Venere callipigia, natiche e seni scolpiti nel marmo: è una gioia assoluta per i miei occhi, e non manco mai di dirglielo. Eppure, lei se ne schermisce e nega di esser bella, probabilmente perché non si sente perfetta per quelli che sono i canoni imposti.
Eppure, è abbastanza evidente quanto mistificatorio e aleatorio sia il concetto di bellezza femminile, che ormai varia non soltanto di epoca in epoca, ma di decennio in decennio: di nuovo, il video in fondo al post è un esempio lampante di questo.
Va meglio a noi maschietti: non soltanto i canoni estetici son rimasti sostanzialmente invariati nei millenni e per uniformarsi ad essi basta un po' di fatica in palestra, ma tantissime figure di riferimento e modelli considerati di successo sono uomini del tutto normali, a volte pure bruttini, come è spiegato benissimo in questo articolo di William Leith, che si spinge anche oltre, nel considerare come la bellezza, per una donna, sia una sorta di condicio sine qua non anche per essere valutate in sedi che con l'estetica non dovrebbero avere nulla a che fare.
Quante donne stupende ho visto nascondersi e mortificarsi perché afflitte da una taglia 48, o semplicemente da una circonferenza fianchi disallineata rispetto ai canoni della pubblicità televisiva! Aprite gli occhi: voi, come noi, abbiamo tutti subito lo stesso lavaggio del cervello che lamenta aver subito Dustin Hoffmann, citato nel suddetto articolo di Leith. Non solo - quarant'anni di femminismo più tardi - sarebbe ora di valutare una donna per ciò che è e non per come appare, ma anche di rivendicare con forza che non solo i canoni correnti, e spesso artificiosi, corrispondono a una reale bellezza, perché l'occhio di un uomo che viva nel mondo reale sa apprezzare molte più sfumature di bellezza dell'obiettivo di una telecamera.
I binari abbandonati di una stazione, illuminati da una luce verdastra, sono la scenografia di questo bellissimo passo a due. Sulle note del brano ”Slip” di Elliot Moss, i ballerini Phillip Chbeeb e Renee Kester si muovono in una coreografia che unisce il linguaggio hip hop alla danza contemporanea. I due corpi diventano uno, in una sincronia perfetta.
http://www.3nz.it/6780/danza-metro/?ref=fbp3
Ogni tanto nella volgarità del quotidiano spunta un bellissimo fiore.
Nantucket è un'isola degli Stati Uniti d'America a 48 km a sud di Capo Cod nello stato di Massachusetts sull'Oceano Atlantico e pare sia una rinomata destinazione turistica e luogo di residenza estiva. A Nantucket si trova una delle maggiori concentrazioni di strutture precedenti alla Guerra Civile di tutti gli Stati Uniti e nella letteratura ha ispirato grandi scrittori. Dal porto di quest'isola ad esempio è stato fatto salpare Pequod del romanzo 'Moby Dick' di Herman Melville o il brigantino Grampus del romanzo 'Storia di Arthur Gordon Pym' di Edgar Allan Poe. Di Nantucket era pure la baleniera Essex e parte dei suoi sopravvissuti. Nella storia invece, il 26 luglio del 1956 naufragò al largo dell'isola il transatlantico italiano Andrea Doria. Vi ho parlato di Nantucket perché questo inverno gli Stati Uniti del nord sono stati flagellati da una intensa ondata di gelo che ha provocato un raro fenomeno naturale che, giurerei, tutti avrebbero voluto immortalare con uno scatto. Rubare l'attimo o il momento giusto per fermare una emozione è lo scopo di tutti i fotografi professionisti, in questo caso però non c'è stato bisogno di una grande tecnica fotografica, lo spettacolo si è offerto gratuitamente ai pochi fortunati presenti su quell'isola. Il gelo ha congelato una grande onda dell'oceano e l'incanto che si è presentato è questo:
Questo blog è nato per parlare di bellezza in un periodo in cui essa viene deturpata e ferita, tutto ci conduce ad un impoverimento culturale che avvizzisce le anime più sensibili.
Ma la bellezza c'è ancora, resiste!
Resiste in un fiore che con fatica si fa strada in una crepa di un muro, resiste in un sorriso di un bambino e resiste nella caparbietà di coloro che sopra ogni cosa lavorano per tenerla in vita.
Perciò vi racconto di un giardino,
'Immaginate un giardino immenso dove il solo protagonista è il glicine, ecco questo è il giardino Kawachi Fuji, un giardino privato che si trova nella città di Kitakyushu a 6 ore da Tokyo. Ci sono oltre 150 piante di glicine di 20 specie diverse, una delle particolarità è un lungo tunnel di glicini sotto il quale si può passeggiare immersi nel profumo delicato e nel viola pastello, colore tipico di questo fiore.'
Io sono stata 5 volte in Giappone ma non ho mai visitato questo giardino, mi sono invece trovata alla festa del pesco in fiore che avviene in marzo e ricordo molto bene l'esplosione di quel rosa profumato che rallegrava lo spirito.
I giapponesi hanno un elevato gusto estetico, una cura maniacale per I particolari e per l'ordine, sono cerimoniali, gentili ed educati ed hanno un rispetto molto marcato verso il prossimo, specie verso gli stranieri.
Un popolo che nemmeno nell'evento più disastroso della loro vita hanno potuto e voluto rinunciare alla bellezza.
Non riuscirò mai a dimenticare l'esperienza per me più traumattizzante che ho vissuto con loro, di cui ancor oggi porto gli strascichi, quell'11 marzo del 2011, in cui ho sentito sulla mia pelle la mia diversità, la nostra diversità.
Noi infantili, isterici, chiassosi e ribelli, loro silenziosi, disciplinati e sempre col sorriso nonostante l'instabilità bizzarra della loro terra meravigliosa.
Voglio bearmi di queste immagini bellissime che condivido con voi.
C'è chi ha per i fiori una passione che rasenta l'amore. Semina, trapianta, innesta, fa talee, lotta contro i parassiti, di tutto di più. Al solo scopo di aspettare poi che la bellezza, più o meno effimera, si manifesti. Solo la bellezza è lo scopo.
Ma ci sono altri fiori, non coltivati da nessuno, il cui seme portato dal vento si è scelto lui il posto magico per diventare germoglio. Non hanno bisogno delle cure di nessuno, solo acqua e sole e un po' di humus della Madre Terra. Come questa Astrantia major che ho fotografato l'estate appena trascorsa sulle Alpi Marittime. È sempre bellezza, ma questa selvaggia forse ancor più bella.
Mercoledì 24 settembre 2014 (alle ore 14.30‐ 17.30 AULA 1 ‐ Via Cesarotti, 12 - Padova) un seminario con il prof. Livio Sansone
(Centro de Estudos Afro‐Orientais Universidade Federal da Bahia) sul tema "Estetizzazione della ‘razza’, razzializzazione della bellezza"
["Aesthetics of Race, Racialisation of Beauty"]. Introduce Enzo Pace (università di Padova). Discussants: Maria Teresa Milicia (Università di Padova) e Valeria Ribeiro Corossacz (Università di Modena e Reggio Emilia). Interventi di InteRGRace: Gabriele Proglio: "Il corpo della nazione: 'razza' e bellezza tra madrepatria e oltremare (1931‐1941)" // Tatiana Petrovich Njegosh: "Miss Italia, 1939‐2014: razza, genere e classe della
bellezza nazionale" // Vincenza Perilli: "I corpi delle altre. Bellezza e "razza" nelle pagine di Noi donne (1950‐1970)" // Gaia Giuliani: "Bella e abbronzata. Genere, razza e bellezza nella televisione pubblica e privata italiana (1975‐): Drive In (1983‐1989) vs. Quelli della notte (1985) e Indietro tutta (1987‐1988)" // Annalisa Frisina: "Modelli di bellezza postcoloniale tra le figlie delle migrazioniin Italia" // Maggiori info: InteRGRace.
Imbracciavano le è contro i perché. Li avevano legati stretti e sbattuti contro il muro senza poter fare altre domande. Nell'afa i così ronzavano confusi finché uno andò a poggiarsi sfinito sui vedrai. Non c'era nemmeno un filo d'aria e i forse si reggevano appena sulle gambe.
Gli ascoltami dal collo lungo cercavano riparo sotto l'ombra dei però e tra i rami si intravedevano dei timidi vorrei che di lì a poco sarebbero caduti a terra tra gli infatti già maturi.
I non, sempre tozzi e tracagnotti,si davano il cambio per fare la guardia ai preziosissimi farò. C'erano impronte di io ovunque, era impossibile capire dove fossero finiti i noi terrorizzati.
All'improvviso, oltre un muro di volevi, si sentirono scoppiare gli ormai in un terribile stridio. Gli ancora si misero a correre cercando riparo oltre le tende e gli ascoltami volarono via veloci frullando le ali coperte da una fitta polvere di se.
Accadde tutto in un secondo. Si sentì uno schianto di avresti potuto insopportabile. Straziati, i mi dispiace si accasciarono per terra aggrappandosi ai ma ancora in piedi che, di scatto, reagirono sparando agli anche tu. I non smisero di sorvegliare i timidi farò e fuggirono insieme ai lo so più.
Cadde dai però un sempre sfiorito, mentre gli altri, nascosti dal vento, germogliavano appena.
Complice un articolo di un paio di giorni orsono sulla Stampa - segno che gli organi d'informazione sono leggermente 'lenti' nel recensire fenomeni già in atto (giusto da quei quei due anni e mezzo) quando questi non sono sponsorizzati dalle istituzioni e dalla politica - è finalmente divenuta di patrimonio comune l'iniziativa che due artisti, Maksim Cristan e Daria Spada (ovvero MCCS) si sono inventati per sopravvivere, per portare un po' della loro arte e delle loro ricerche tra la cittadinanza, e anche per condividere le loro vite e la loro ospitalità con chi lo desidera.
E visto che si dice che "si deve battere il ferro finché è caldo", qui lo faccio io.
Maksim Cristan e Daria Spada si esibiscono gratuitamente tutte le domeniche pomeriggio, appunto da più di due anni, dal balcone della loro abitazione torinese, classico alloggio 'di ringhiera': per tal ragione il loro spettacolo si chiama Concertino dal balconcino. Arte, cultura e musica autogestita, legata all'improvvisazione ma su una base tecnica seria (Daria è cantante lirica e si sente...), molto 'alla buona' (come si dice qui) ovvero senza snobismi di sorta (al limite un po' di gusto bohémien) e con una seria volontà di partecipazione culturale e politica alla società. Un'arte di persone tra persone.
Ve la segnalo qui perché questa, per me, è davvero una pensata bella. E' fare con 'niente' - solo con le proprie forze, la propria volontà, i propri sorrisi, la propria immaginazione, e condividere la propria passione con gli altri. Tutto questo, poi, avviene in una cornice inesistente, sotto muri scrostati, balconi fatiscenti, teloni di plastica, con la gente in piedi nel cortile al freddo magari vicina ai bidoni dell'immondizia. Ma quello cui si assiste è così intenso, commovente e sincero che pensi che quando l'umanità s'inventa ancora queste cose, qualche speranza verso la stessa, di rimando, la puoi e forse la devi ancora nutrire...
A voi alcuni video che vi dicono tutto. Il primo è una registrazione del 2011 del pezzo Hijo de la luna. Il secondo una registrazione recente del gruppo turco Kara Güneş che s'è esibito con Mübin Dünen nel loro cortile. E infine un piccolo servizio documentario di Acmos che vi racconta come è nata l'idea e chi ne sono i protagonisti. E se fate un salto a Torino, andate ad ascoltarli di persona.
Datosi che oggi formalmente inizia l'inverno, io vi lancio un po' di immagini con le quali riempirvi gli occhi e tollerare il freddo. Ché, tra l'altro, quando vedo le belle follie delle quali siamo capaci, mi si dipinge sempre un sorriso da un orecchio all'altro, e mi risale un minimo di fiducia negli esseri umani.
Questo artista si chiama Simon Beck, è un ingegnere, e realizza tali disegni nella neve a passi e camminate - con tanta pazienza, dedizione, cura e impegno.
Buona visione!
09:00TRAFUGATO DA Cristina Balma-Tivola11 comments
Ricordate quando da piccoli scrivevamo "Lavami!" sui parabrezza delle auto lasciate magari ferme da giorni ad accogliere ogni schifezza?
Il 'bello' può essere ovunque, e vi sono coloro che hanno la capacità di tramutare anche ciò che è il risultato di mancanza di cura e di disinteresse in opere capaci di farci brillare gli occhi.
Tra questi, oggi vi presento Scott Wade, la cui specialità è quella di incidere con pennelli la polvere che si deposita sulle nostre automobili quando non le laviamo per troppo tempo, e creare dei veri e propri dipinti.
una ragazza in piedi sulla soglia di un bar, un uomo in auto fermo allo stop, dalla parte opposta della strada rispetto all'ingresso del bar. la ragazza ha in mano qualcosa che l'uomo non riesce a distinguere, forse una sigaretta.
la ragazza porta l'oggetto alla bocca, ma invece di aspirare, soffia. dal nulla si creano bolle di sapone che danzano per un momento, iridescenti di luce, nell'aria e nel sole del pomeriggio.
l'uomo sorride all'indirizzo della ragazza, la ragazza vede che l'uomo si è accorto del suo gesto, in un attimo avrà pensato "sì, lo so, son troppo vecchia per giocare con le bolle di sapone. ma chissenefrega?" e restituisce il sorriso.
l'incrocio è libero, l'auto prosegue nella sua direzione.
09:00TRAFUGATO DA Cristina Balma-TivolaNo comments
Ignoro se vi sia un limite al danno che gli esseri umani possono arrecare a se stessi, agli altri e a questo pianeta, ma so che non vi è limite alla bellezza che possono creare a partire da loro stessi, dai loro corpi, dalla loro sensibilità, dal loro sguardo, dalle capacità innate o dalle tecniche che possono acquisire con la dedizione e l'impegno per esprimere ciò che di incantevole hanno dentro.
No limit è un progetto realizzato da Thomas Siemieniec che mette in scena, sulla musica straniante di Adagio For Tron dei Daft Punk, il breaker Marcio.
Buona visione!
Kseniya Simonova racconta storie usando solo le mani, una lavagna luminosa, e sabbia.
Eppure i risultati del suo lavoro sono incredibili, di rara bellezza ed emotivamente strazianti!
Vi lascio alcuni suoi video, per il piacere dei vostri occhi - certa dell'incanto che vi provocheranno! Altri li potete trovare qui.
Buona visione :-)
Vado pazza per le metropolitane. Sin da quando ero giovane e girovagavo per l'Europa, mi colpivano quelle di Parigi e di Londra in cui - complice la mia immaginazione che rende vivente qualsiasi cosa in realtà inanimata - avevo la sensazione d'entrare in un grosso verme il cui movimento sinuoso gli permetteva di percorrere gallerie che precedentemente aveva scavato nella terra.
Vi sono poi diversi esempi di interpretazione artistica di questi spazi - come nel caso della metro di Amsterdam - ma il più impressionante rimane sicuramente quello di Stoccolma. Qui, infatti, troviamo le opere di quasi 150 artisti a decorare 90 su 110 delle stazioni della sua metropolitana, secondo una iniziativa cominciata negli anni Cinquanta che continua ancora oggi.
Buona visione!