Blog di resistenza all'incedere del brutto


Per me la bellezza è Kurt Cobain che sfascia una Fender, è Mila Kunis che infila la lingua in gola a Natalie Portman, è una domenica mattina dannatamente post-alcolica. Cannibal Kid

Bellezza è un'umanità creata dallo scandito rincorrersi degli opposti, senza ripensamenti. La mia bellezza è libertà. Saharajoyce


continua...

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venerdì 16 settembre 2011

Liberi di galoppare

Alcuni dicono che senza il cavallo (e secondo me anche l'asino e altri equini) l'uomo non sarebbe arrivato dove è arrivato. Pensate a quanti cavalli sono morti in battaglia: nessuno aveva domandato loro se volessero partecipare alla contesa bellica di turno ma lo dovevano fare. Non so se qualcuno abbia mai provato a calcolare quanti cavalli c'han rimesso la pelle. Non se li ricorda nessuno, questo è il punto.
In Inghilterra non si può mangiare carne di cavallo.
In Mongolia ancora oggi esistono allevamenti come ai tempi di Gengis Khan, dove i cavalli sono allevati solo per il latte.
I cavalli hanno permesso all'essere umano di affrontare e superare sfide epiche che oggi possono sembrare fesserie in rapporto a tutti i mezzi che la tecnologia mette sul piatto ma c'è pur sempre quel pizzico di natura che resta indomabile per i dispositivi artificiali.
Il cavallo per alcuni popoli è ancora fonte di sopravvivenza. Per altri è solo carne da macello oppure fonte di divertimento nel campo dello sport. Ve lo ricordate Varenne?

Fin da bambino ho avuto una particolare simpatia per questo animale. Ricordo che in paese andavo sempre all'allevamento per poter carezzare qualche destriero e mi dispiacevo assai quando partiva il camion con destinazione mattatoio. Però i cavalli nei recinti stanno un po' stretti e io preferisco vederli allo stato brado.
Quello che ho fatto ieri, a Campo Imperatore: lo so che è un vizio e chi mi legge anche altrove sa di cosa parlo

 Un'occasione unica, trovare dei cavalli che pascolano sul crinale di una collinetta. Sono stato molto vicino a loro, inizialmente con un po' di timore.


In effetti sono fotogenici e abituati alla curiosità umana, però mai dire mai dato che avvicinandomi scoprivo qualche puledro e le rispettive madri.



E si sa che una madre incavolata è sempre un avversario di tutto rispetto. Senza contare il fatto di poter essere scaraventato giù dal dirupo.


Sono imponenti per esser delle signorine! Qui ero vi giuro a 3 metri non di più dalle loro mascelle.
Mi sono allontanato quando ho capito che i loro spazi sono sacri anche se mi sarebbe piaciuto di provare a carezzarne qualcuno. Mi dava una sensazione di libertà vederli pascolare lì, con il panorama alle loro spalle che sembra volgere all'infinito. E poi guardate che criniere dorate!
Il cavallo, che sia lui il vero migliore amico dell'uomo?

mercoledì 20 luglio 2011

Dove c'era l'erba oggi non c'è la città






Non c'è niente da fare, per me la natura (quasi) incontaminata è ciò che di più bello possa esistere. Le sensazioni che provo dinanzi a certe meraviglie del mondo sono molteplici e tutte insieme formano un amalgama "magico". Questa foto l'ho scattata da Santo Stefano di Sessanio, sabato scorso: è l'inizio della piana di Campo Imperatore. Non so chi di voi ci sia già stato e quindi può sapere di cosa parlo ma lo dico per chi non c'è mai passato: quando ne avrete l'occasione fermatevi ad ammirare lo spettacolo delle curve che millenni di erosione ci hanno regalato, fermatevi a vedere i pascoli dove ci sono ancora animali allo stato brado. Fermatevi ad ascoltare il vento (che vi assicuro è intenso) e osservate bene le distanze, i vari punti geografici che sulle cartine sembrano vicinissimi. Vi renderete conto che l'essere umano è davvero uno sputo in mezzo alla vastità della natura.


Qui non c'è il segno del "progresso" fatta eccezione per qualche strada il cui asfalto è vecchio e sembra cedere alla forza degli elementi. Si troverete qualche Bed & Breakfast ma nessuna luce sfavillante, niente ponti o grattacieli. Niente centrali o fabbriche. Non c'è niente che possa rovinare il paesaggio.


Questa foto e le prossime due che vedrete le ho scattate ad agosto dello scorso anno, in occasione della fiera ovina che si tiene ogni anno: questa è la piana che tante volte avete visto al cinema. Continuavano a chiamarlo Trinità... Così è la vita... inoltre spot e video di singoli musicali.


Qui la forza degli elementi della natura ha costretto i magnaccia del cemento a desistere, si direbbe che non c'hanno manco provato a deturpare il paesaggio. Sarebbe stato vilipendio al pianeta terra.





Lo so, non c'è più la transumanza con le centinaia di migliaia di capi di bestiame che si spostavano eppure qualche audace è rimasto. Qui è sempre una sfida. L'inverno la neve ricopre ancora tutto. Ai bordi delle strade ci sono degli altissimi pali fatti apposta per segnare l'accumulo della coltre nevosa.


Bello vedere le sistemazioni, i terrazzamenti (forse con lo zoom li potete notare) che sono stati fatti tanti anni fa. L'impatto dell'uomo qui è minimo e di solito in simbiosi mutualistica con la natura: uno dei pochi casi al mondo in cui nessuno è svantaggiato! Spesso capita di imbattersi in piccoli corsi d'acqua e laghi: ogni volta è una sorpresa eppure siamo in montagna. Del resto questi luoghi hanno conservato la magia delle cose semplici. La piana di Campo Imperatore è un luogo unico per il quale le parole non saranno mai abbastanza.