Blog di resistenza all'incedere del brutto


Per me la bellezza è Kurt Cobain che sfascia una Fender, è Mila Kunis che infila la lingua in gola a Natalie Portman, è una domenica mattina dannatamente post-alcolica. Cannibal Kid

Bellezza è un'umanità creata dallo scandito rincorrersi degli opposti, senza ripensamenti. La mia bellezza è libertà. Saharajoyce


continua...

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venerdì 1 luglio 2011

La bellezza non può essere cancellata


Tutta la banda di Ladri di bellezza sottoscrive e rilancia a tutt@ i/le blogger (e le/gli amanti della libertà e della bellezza) l'appello di Metilparaben a mobilitarsi contro la delibera che sarà votata la prossima settimana dall'AgCom (Autorità di garanzia delle comunicazioni): "In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l'AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata".

Ecco cosa si può fare:
  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

mercoledì 8 giugno 2011

Per Amina Abdallah


L'immagine è una "piccola dedica disegnata" - così lui stesso la definisce - di Gianluca Costantini per Amina Abdallah, l'attivista femminista queer rapita/sequestrata in Siria qualche giorno fa. Animatrice del blog A Gay Girl in Damascus, oppositrice del regime di Assad e lucida critica del cosiddetto pinkwashing, Amina è un concentrato di "bellezza" che probabilmente i sostenitori dell'incedere del brutto non possono tollerare. Non lasciamola sola in questo momento.

sabato 7 maggio 2011

Strani frutti


Strange fruit, qui in una versione live dei primi anni Cinquanta, fu cantata per la prima volta da Billie Holiday nel 1939. Scritta dall'insegnante comunista ebreo newyorkese Abel Meeropol dopo aver visto una fotografia del linciaggio di due neri delle piantagioni del Sud, fu pubblicata sotto falso nome prima sul New York Teacher e poi sul giornale filo-marxista New Masses. Come si legge sul sito Antiwar Songs "Strange Fruit metteva le parole ed una faccia sugli orrori che subivano gli uomini neri in America. [...] Nei decenni la canzone, che il grande critico Leonard Feather aveva chiamato 'la prima significativa protesta in parole e musica, il primo lamento non tacito contro il razzismo', era scivolata nel limbo, ricordata solo dagli appassionati di jazz, dai fans della cantante e dai veterani dei diritti civili. Strange Fruit invece è stato un momento importante, se non fondamentale, perché combinava elementi di protesta e di resistenza al centro della cultura musicale dei neri, avviando un processo di riappropriazione delle origini africane e del culto della diaspora reso manifesto anni dopo dal be bop e soprattutto negli anni '60 dal free jazz. Pochi si erano azzardati a cantare Strange Fruit prima che la Holiday la trasformasse in palese denuncia. Charles Mingus, un altro gigante del jazz, disse: 'cambiò la mia idea su come una canzone possa raccontare una storia. Quella canzone è lì per dire ai bianchi cosa fanno di sbagliato riguardo la razza'."
Ascoltandola sono sempre stata colpita dal contrasto terribile tra la bellezza del testo, della musica e della voce di Holiday e i fatti ai quali Strange Fruit si riferisce. La dedico, nell'anniversario della morte, a Mabruka Mamouni, suicida nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma, e a tutte le altre vittime del razzismo istituzionale italiano.

lunedì 25 aprile 2011

Brigata partigiana Alphaville


Ho lavorato per anni in un Archivio della Resistenza, e avuto l'onore di incontrare e ascoltare molti anziani partigiani. Questa esperienza personale, insieme a molte altre che in me nel tempo l'hanno richiamata, riecheggiata e sostenuta, è diventata parte della mia identità così che non mi potrei pensare figlia di nessun'altra storia, né di alcun altro luogo.
Oggi, senza alcuna retorica, voglio condividere con voi quella che per me è la canzone più commovente, bella e intensa sulla Resistenza - una canzone che per tante ragioni mi dà oltretutto sensazione di 'casa'.

Brigata partigiana Alphaville è un brano di Lalli. Lalli è stata a lungo la cantante del gruppo torinese dei Franti, formazione del movimento punk anarchico italiano per il quale qualsiasi ascrizione a uno specifico genere musicale sarebbe quanto meno un atto riduttivo, spaziando loro tra punk, rock, jazz e folk. Nel 1999, sciolto da un decennio il gruppo, Lalli pubblica l'album solista Tempo di vento, che include questa canzone che lei dedica al padre e che oggi io dedico a tutti quelli che hanno combattuto per la nostra libertà.





Brigata partigiana Alphaville

Scesi dall'auto a toccare il mondo
come venuti dalle stelle
ci guardavamo attorno, senza fretta.

Colletti alzati delle giacche,
nella testa solo un richiamo,
rumore sordo di mare, un uragano.

Mi sorprendono gli occhi di tua madre,
mi trapassano, se ne vanno,
proprio mentre il ponte saltava in mille scintille...

Oggi sono vecchio e stanco,
è aprile e vento, ho più paura,
così sono venuto a chiederti, fammi questo piacere,
ti prego, questo piacere

Canta la mia canzone preferita,
ti prego, cantala,
cantala in questa mattina
appena appena impazzita,
cantala dove la mia mano potrà vedere,
cantala dove anche il mare si può riposare

Vedi, non potevo davvero,
non potevo di certo
guardare le altre luci brillare
senza provare a toccarle,
canta la mia canzone preferita,
ti prego, canta,
cantala in questa mattina
appena appena impazzita.