Blog di resistenza all'incedere del brutto


Per me la bellezza è Kurt Cobain che sfascia una Fender, è Mila Kunis che infila la lingua in gola a Natalie Portman, è una domenica mattina dannatamente post-alcolica. Cannibal Kid

Bellezza è un'umanità creata dallo scandito rincorrersi degli opposti, senza ripensamenti. La mia bellezza è libertà. Saharajoyce


continua...

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domenica 22 marzo 2020

La più piccola luce anche nel più profondo anfratto è sempre un segno di speranza

Viviamo in un periodo storico particolarmente difficile, in cui tutto sembra incerto e dove regna il buio più assoluto. Il nostro presente è, nella migliore delle prospettive, semplicemente drammatico. Risulta piuttosto complicato parlare di cose positive. Risulta molto complicato pensare a qualcosa di positivo. Perché allora scrivere proprio oggi in un blog che parla di bellezza? Dove la recuperiamo ora un po' di bellezza? Ce n'è ancora un barlume da qualche parte? Io penso di sì e credo che non serva andare molto lontano per trovarla. La bellezza sta in quelle centinaia di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, volontari compresi quelli che sono in pensione ma tornano per dare una mano, tutti impegnati in questa lotta in continua evoluzione contro il nemico invisibile che ci ha stravolto la vita, la quotidianeità. Sono centinaia anzi migliaia di persone che ogni giorno con turni massacranti che ormai non sono più turni ma la "normalità", lo straordinario che purtroppo diventa ordinario, fanno semplicemente il loro lavoro compiendo al tempo stesso un grande gesto non simbolico di aiuto verso la collettività. La bellezza sta in quei medici venuti dalla Cina dopo aver rischiato la vita in quel paese che ci sembra così lontano e invece, probabilmente è il più vicino in questo momento. Dostoevskij ne "L' Idiota", uno dei suoi grandi romanzi, attraverso le parole del protagonista, il principe Myskin ci diceva che la bellezza salverà il mondo. Io non lo so se potrà mai accadere veramente ma so che per credere ancora in qualcosa di positivo c'è bisogno di esempi e quelli che ho citato rappresentino la più alta forma di bellezza che risiede nell' empatia tra gli esseri umani.

venerdì 2 marzo 2012

El Biblioburro

Quanto è appassionante, taumaturgico e sì, anche psichedelico, leggere! Un’esperienza appagante e democraticamente paritaria per tutti i nostri sensi: sono catturati e trasportati in un altro mondo, percettivo, unico e irriproducibile, diverso per ciascuno di noi, pur leggendo la stessa storia; il piacere di sfogliare e sentire l’aria che si muove, il suono della pagina che cammina, e che dire del profumo della carta di certi libri… sillaba dopo virgola, l’immaginazione improvvisa colori, sapori, luoghi e scenografie da nasi aquilini, fruscii di seta, sgommate impertinenti!

Scontato ricordare la portata rivoluzionaria della scrittura, inutile dire quanto i libri, divulgando il Pensiero (certo Pensiero, magari!) siano insostituibili per la formazione culturale dell’individuo e delle società… inutile e scontato nell’occidente organizzato nelle forme a noi consuete, anche se è noto che si legga sempre meno; e, mentre qui un ex ministro (o, se preferite, ministra) fa scempio dell’istruzione di concerto con un altro che sostiene che con la cultura non si mangia, altrove fa da contro altare il colombiano Luis Soriano detto “el profesor” che, affascinato dalla lettura, ne diventa un divulgatore davvero particolare: in compagnia di due simpaticissimi asini, Alfa e Beto, raggiunge le località rurali dell’entroterra di La Gloria, portando con sé una certa quantità di libri, enciclopedie, il dizionario e quant’altro possa servire, foggiando così una bellissima biblioteca ambulante, el Biblioburro.

Pensate agli occhi sgranati ed affamati dei bambini che hanno visto per la prima volta un libro illustrato!


E’ proprio vero… chi ha il pane non ha i denti, e viceversa!