Visualizzazione post con etichetta muso-petrolio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta muso-petrolio. Mostra tutti i post
lunedì 19 marzo 2012
lunedì 19 dicembre 2011
quale mito
… il diavolo è solo una scusa. Quello che potreste vedere non è altro che il riflesso della vostra immagine. Chi vi fa dire oscenità spaventose siete voi stessi interpellati in maniera fugace, incapaci di conoscere, limitati dalla smania di potere. Nessuno vi afferra dal basso, nulla piomba dall'alto su ali piumate. La vostra mediocrità è già tragedia. La commedia si appropria ormai dell'ottusità, della miseria dello spirito. Voi stessi vi avvoltolate marci e in via di decomposizione. Potrebbe diventare così semplice tentare nuove possibilità salvifiche. Sento una putrida palude nella quale c'è rischio di sprofondare, ma vedo una dimensione surrealista, dipinta con maestria e incommensurabile arte; sono travolta da una vertigine, vivo un'esperienza sensoriale annichilente, viro verso la trasformazione. Il paradosso: una visione, non vorrei più riemergerne. Vorrei continuare a sperimentare spingendomi forte verso una comprensione dell'incredibile. Reazione sperata, significante: fuori dalla povera realtà, dentro il mito. In principio era l'azione. Faust. Poche parole poco esplicative per non dire ch'ho goduto del film di Aleksandr Sokurov.
Niente di più, solo le immagini splendide di un amico che nell'arte si perde e dell'arte si folgora. Qui La quadratura del cerchio.
sabato 23 aprile 2011
peso 0...
… lo specifico del bello. Si allunga il passo e quello si fa alto, minuto, ampio, immenso, fluido istinto, veloce e inaspettato volo sulla grande city, performance ardita, attraverso la quale, io, pubblico e protagonista, mi permetto il lusso di ammirare icone in movimento; installazione viva, interagisco con la leggenda, col sogno, combino mito e vita, coniugo la narrazione con le note, il gesto con lo spazio e il risultato è uno spettacolare collage composto su spartito verticale e orizzontale, una straordinaria presenza visiva del suono. Non è più semplice visita, diventa in un breve lasso di tempo, dal momento dell'ingresso per tutto il percorso, una esplorazione fisica del mondo rappresentato. La miscela esplosiva che ne deriva è l'alterazione della percezione stravolta e quella che si realizza è un'esperienza extrasensoriale. Alter ego malleabile. Spicca e segna in maniera indelebile l'alterazione del proprio mondo giungendo a fondersi con quello degli artisti all'opera.
In un sol colpo riunite tre grandi figure dell'arte contemporanea internazionale, sperimentatori e pionieri della visione e della sperimentazione sul filo del limite. Di sicuro la sensazione è la connessione con una dimensione alternativa nella quale si accarezza e si stringe lo sviluppo creativo, concentrato ed espresso, in ambientazione nuova e suprema, non più al chiuso, mai più imprigionati e costretti, liberi, evasi, come a generare uno spirito vivificatore, seminale su tetti, edifici, strade.
Io un salto ce lo farei…
Laurie Anderson - musicista e performance artist
Trisha Brown - coreografa
Gordon Matta-Clark - artista visivo
Barbican Art Gallery, London

