Blog di resistenza all'incedere del brutto


Per me la bellezza è Kurt Cobain che sfascia una Fender, è Mila Kunis che infila la lingua in gola a Natalie Portman, è una domenica mattina dannatamente post-alcolica. Cannibal Kid

Bellezza è un'umanità creata dallo scandito rincorrersi degli opposti, senza ripensamenti. La mia bellezza è libertà. Saharajoyce


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martedì 13 dicembre 2011

Abituarsi al bello fa riconoscere i mostri

Grazie ad un articolo di Doriana Righini pubblicato nel suo Sud-Degenere scopro Rosaria Iazzetta, una giovane artista che dalla Campania alla Calabria, dove è docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, passando per il Giappone, dove è stata ricercatrice ed ha lavorato per cinque anni. Le sue opere sono un esempio di "Arte come strumento di protesta sociale, come veicolo di messaggi contro il sistema dei consumi, per svelare le mistificazioni della quotidianità di un Sud dove il sistema mala-vita sembrerebbe non consentire alternative. Ma è proprio l’arte, forse, attraverso i suoi messaggi, a restituire quella speranza che spesso sembrerebbe mancare. Rimettere in discussione la nostra posizione nel mondo, coltivando nuovi atteggiamenti nei confronti di noi stessi, indagando in profondità i nostri desideri ed esprimendoli, occupando gli spazi pubblici con essi, con la nostra fantasia, con le nostre competenze, con i nostri corpi". Mi piace chiudere il 2011 con questa artista che attraverso la bellezza dell'arte cerca di contrastare il  "brutto", nelle sue molteplici dimensioni, non solo estetiche ma anche sociali e politiche come Billy Holiday con il suo Strange Fruit, il post con cui avevo inaugurato la mia avventura con la banda dei ladri di bellezza. Buon fine/inizio anno a tutte/i da Marginalia.

venerdì 1 luglio 2011

La bellezza non può essere cancellata


Tutta la banda di Ladri di bellezza sottoscrive e rilancia a tutt@ i/le blogger (e le/gli amanti della libertà e della bellezza) l'appello di Metilparaben a mobilitarsi contro la delibera che sarà votata la prossima settimana dall'AgCom (Autorità di garanzia delle comunicazioni): "In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l'AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata".

Ecco cosa si può fare:
  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

mercoledì 8 giugno 2011

Per Amina Abdallah


L'immagine è una "piccola dedica disegnata" - così lui stesso la definisce - di Gianluca Costantini per Amina Abdallah, l'attivista femminista queer rapita/sequestrata in Siria qualche giorno fa. Animatrice del blog A Gay Girl in Damascus, oppositrice del regime di Assad e lucida critica del cosiddetto pinkwashing, Amina è un concentrato di "bellezza" che probabilmente i sostenitori dell'incedere del brutto non possono tollerare. Non lasciamola sola in questo momento.

sabato 21 maggio 2011

Le particelle dell'attivismo




Le parole vanno pesate per bene e in questo caso credo che ci sia il bisogno di usare un bilancino di precisione. Nel canale YouTube dell' ISM (International Solidarity Movement) ho letto un commento che mi ha subito catturato. Vik  non ha bisogno di presentazioni, ormai sappiamo tutto (?) sulla sua tragica fine e qualcosa di generico sulla sua vita. Il paradosso del mondo civilizzato è che sappiamo tutto di papponi e prostitute, li mitizziamo elevandoli al grado di "paladini" di non si sa cosa. Sapevamo zero di un uomo che non aveva peli sulla lingua e non sentiva il bisogno di strisciare ai piedi di qualcuno per tirare a campare. Sapevamo zero  di un essere umano che ha dato la vita per garantire un futuro a tanti altri esseri umani.
Il commento su YouTube dice tutto:

He’s the only Italian Hero, he will be in our hearts forever.

venerdì 20 maggio 2011

Arte, attivismo, materiali di scarto: i vascelli pirata di Swoon

Swoon (vero nome Caledonia Dance Curry) è un'artista originaria di Daytona Beach, Florida, che ha iniziato la propria carriera come artista di strada. Il suo interesse è centrato sulla rappresentazione di persone che abitano luoghi abbandonati o ai margini della società - bambini, ambulanti, musicisti, senzatetto - che vengono ritratti in stampe su carta da giornale o materiali riciclati a grandezza naturale. Ma la rappresentazione è l'antitesi del pietistico, e mostra individui appassionati e pieni d'energia così come è la mano che li ritrae.
 
Originariamente Swoon si esprimeva unicamente in strada, nell'ottica di promuovere un'arte partecipata e democratica in cui tutti potessero dire la loro: "si tratta di aprire la conversazione", come affermò in un'intervista al The Morning News [29 settembre 2004]. Ora, accanto a tale scelta, l'artista
esibisce le proprie opere anche in gallerie e musei - soluzione che le permette di portare nelle cattedrali dell'arte e del mercato le vite della strada cui lei interessa dare visibilità. E' questo il caso del lavoro Portrait of Silvia Elena - memoriale della 17enne Silvia Elena Rivera Morales uccisa nel 1995 a Juarez, Mexico (uno dei primi omicidi di donne irrisolti nell'area negli ultimi 10 anni) - commissionato ed esibito alla galleria Honeyspace in Chelsea. I due spazi 'espositivi', per così dire, convivono, e in entrambi i casi si concretizzano nella scelta dell'artista di promuovere progetti sempre più collaborativi.

Tra questi, uno estremamente interessante è la rivisitazione giocosa e anarcoide dei vascelli pirata nell'opera - anche performativa Swimming Cities of Switchback Sea, che in Italia abbiamo potuto ammirare un paio d'anni orsono nella creazione ad hoc The Swimming Cities of Serenissima (2009): tre zattere/navi costruite interamente con materiali recuperati in una discarica nella vicina Slovenia. Con queste zattere lei e la sua ciurma sono approdati alla Biennale di Venezia e hanno percorso in notturna il Canal Grande, per poi abitare sulla stessa alcuni giorni durante lo svolgimento della manifestazione artistica. L'appassionante racconto dell'esperienza lo trovate qui: Barging In To Venice, articolo dal quale ho tratto alcune delle bellissime immagini che vi propongo.