Blog di resistenza all'incedere del brutto


Per me la bellezza è Kurt Cobain che sfascia una Fender, è Mila Kunis che infila la lingua in gola a Natalie Portman, è una domenica mattina dannatamente post-alcolica. Cannibal Kid

Bellezza è un'umanità creata dallo scandito rincorrersi degli opposti, senza ripensamenti. La mia bellezza è libertà. Saharajoyce


continua...

venerdì 6 maggio 2011

la linea

La linea è il personaggio protagonista di un cartone animato ideato da Osvaldo Cavandoli. Il cartone animato è costituito da un uomo che percorre una linea virtualmente infinita e di cui è anch'esso parte integrante.
Il personaggio incontra nel suo cammino numerosi ostacoli e spesso si rivolge al disegnatore in un grammelot incomprensibile in cui non è difficile riconoscere alcune estemporanee espressioni in dialetto milanese, affinché esso disegni la soluzione ai suoi problemi.
I colori degli sfondi suggeriscono inoltre lo stato emotivo del personaggio, variando spesso e a seconda dei casi.
Facile comprendere come questo non-linguaggio abbia molto aiutato la diffusione internazionale del personaggio, che non ha bisogno di alcun doppiaggio.
Nel 1969 questo disegno animato fu utilizzato per la pubblicità delle pentole Lagostina durante il famoso Carosello e tutti lo adoravamo.
Eccolo in un cartone animato sul tema musicale a me caro.

e per non essere monotematica

A lezione di bellezza

Buongiorno bambini, sono il vostro nuovo supplente. Fate silenzio e state a sentire quanto ho da dirvi, prima che comincino a girarmi le scatole.
Allora: la banda di blogger ladri qui presente si è formata con l’intento di divulgare un ideale di bellezza, quindi ha anche uno scopo pedagogico.
Ho detto pedagogico, non pedofilo: bimbo Silvio, esci subito dall’aula!
Tutti gli altri bambini possono invece mettersi a sedere tranquilli nei loro banchi e non voglio sentire volare una mosca perché ora parte la prima lezione ufficiale di bellezza. La tiene il vostro nuovo maestro Cannibal Kid, che sarai io, e il primo che mi interrompe si becca una bacchettata old-school sulle dita.

Che cosa è bello? Che cosa non lo è?
Dicono la bellezza sia soggettiva…
Balle, vi mentono! Vi dico io cosa è bello e cosa non lo è.
Partiamo dalla musica: oggi è venerdì e qual è la canzone del venerdì?

Bello
The Cure “Friday I’m in love”
(attenzione, bambini: il cartone animato delle Pretty Cure non c’entra nulla)

Tags: The Cure - Friday I'm In Love

Non bello
Rebecca Black “Friday”


Fino a qui tutti d’accordo, no?
Passiamo a Storia.
Per renderla più attuale e interessante, facciamo Storia dei vampiri…

Bello
Buffy - L’ammazzavampiri

Non bello
Twilight


Bambine, smettetela di piangere.
Eddai.
E va bene, ve lo concedo. Robert Pattinson l’è ‘n bel fiò, per i non piemontesi: è un bel ragazzo, ok bimbe di Satana?
Però Twilight fa schifo.
Comunque adesso asciugatevi le lacrime che facciamo educazione fisica.

Bello



Non bello


Noto con piacere che qui nessuno ha niente da ridire, anche perché altrimenti ricorrevamo ai sani vecchi metodi educativi. Comunque, per oggi è tutto: fine della prima lezione. Non è detto ce ne siano altre, visto che la vita di noi insegnanti è oggi più che mai precaria. Un giorno insegniamo in un liceo, un altro in una scuola elementare, una notte al corso serale spieghiamo come fare una buona crème brûlée, un altro giorno stiamo girando uno snuff movie… Vita precaria, insomma, bisogna sapersi arrangiare come si può.
Ciao bambini, alla prossima lezione.
Forse.

E bambine, smettetela di piangere, per favore!
Oh, 'ste maledette bimbe di oggi non mollano proprio... ma con che modelli di vita siete cresciute?
Dite Ruby Rubacuori? Dite Miley Cyrus? Dite Paris Hilton?
Ah ok, scusate. Vabbè dai, allora vi concedo pure questa: Twilight non fa poi così schifo, contente adesso?

giovedì 5 maggio 2011

Le mani delle donne

Anni fa pubblicai un post con lo stesso titolo, ma allora pensavo alle cose utili che quelle mani potevano fare più che alle cose belle. Oddio, c'entravano anche le cose piacevoli, perché l'argomento mi si era innescato dall'apertura di un salone di massaggi thailandesi vicino a casa.

Poi mi è venuto in mente questo video visto e stravisto da milioni di persone, non so voi. Le mani di Ilana Yahav che si muovono in una danza imprevedibile, un po' arcana, per partorire meraviglie cangianti e inaspettate, dunque sorprendenti.

E mi sorge allora spontanea la domanda: secondo voi mani maschili potrebbero giocare con la stessa grazia misurata e precisa per creare dal niente la bellezza?

Il sito di Ilana Yahav

mercoledì 4 maggio 2011

Un tempo lento, per finta.



La fotografia time-lapse è una tecnica cinematografica nella quale la frequenza di cattura di ogni fotogramma è molto inferiore a quella di riproduzione.
In genere la frequenza di registrazione è pari a quella di proiezione, ad un  frame rate standard di 24 fps [frame per secondo] corrispondono 24 fotogrammi consecutivi sullo schermo, il tempo del filmato sembra quindi scorrere normalmente.



In un filmato time-lapse la frequenza di cattura è ridotta sensibilmente e resta inalterata quella di riproduzione. La discrepanza tra la frequenza di cattura e la frequenza di proiezione con un frame rate standard di 24 fps fa sì che il tempo, nel filmato, sembri scorrere più velocemente del normale.

[fonte wikipedia]


Exultate Jubilate

Da bambino ricordo che ero terrorizzato quando mi capitava di ascoltare (magari a Natale) della musica classica. Quelle atmosfere così cupe e solenni mi spaventavano. Non riuscivo ad apprezzare neanche i motivi più allegri. Con l'adolescenza ho cominciato a "digerire" la buona musica lasciando perdere tante stupidaggini. Oggi appena posso ascolto musica classica. Con tutto il rispetto per Bruce Springsteen e i Led Zeppelin (che suscitano in me tanta gioia) credo che la classica non passerà mai più "di moda" nella mia vita mentre qualche dubbio sulla fedeltà nei confronti della musica leggera ce l'ho. Sono diventato un fan di Wolfgang Amadeus Mozart (per fortuna non esisteva facebook ai suoi tempi se no sai quanti "MI PIACE") che ha composto opere per ogni tipo di stato d'animo. Ce ne sono per quando son triste, allegro, adirato, innamorato, stanco, esaltato.

Qui vi propongo una parte di Exsultate Jubilate, composizione sacra originariamente composta per essere cantata dal castrato Rauzzini e poi adattata per voce femminile. Suddivisa in quattro episodi: allegro, recitativo, larghetto e allegro non troppo. Quest'opera mi incuriosisce molto perchè sembra che Mozart abbia voluto "sostituire" l'orchestra con la voce. In parole povere: è la voce che dirige l'orchestra! Di voce si è parlato pochi giorni fa e il post di Marisa mi ha fatto tornare in mente quest'opera. Allora mi son messo ad ascoltarla più volte. Ascolto dopo ascolto aumenta il sollievo, il senso di leggerezza.

Dispiego le ali e percorro vie tra ampie foreste sempreverdi dove tutto è limpido. La brezza leggera accarezza il mio corpo e mi lascio completamente andare...
Mozart, che io considero il più grande fenomeno nella storia della musica, quando compose quest'opera aveva circa 17 anni: era minorenne!



Nella tempesta di passioni che, dopo la Rivoluzione, ha investito tutte le arti e sconvolto la musica, è dolce rifugiarsi talvolta nella sua serenità come sulla cima di un Olimpo dalle linee armoniose e contemplare lontani, nella pianura, i combattimenti degli eroi e degli Dei di Beethoven e di Wagner e il mondo come un vasto mare dai flutti frementi - Romain Rolland

non essere




l'altro ieri stavo mentalmente riascoltando so what, indiscusso capolavoro del divino miles, da kind of blue (1961) che, come spesso è capitato per gli album di davis, ha segnato una svolta nella musica contemporanea e ne è stata una pietra miliare. una cosa del genere: da qui in avanti le cose non potranno più essere le stesse.

kind of blue è semplicemente un album perfetto, dove tutti i musicisti erano in stato di grazia e hanno dato il meglio di sé sotto la guida esperta di davis, di cui continuo a pensare che il miglior talento fosse quello di riunire le menti migliori in circolazione. ma al di là di questo, che comunque è un merito oggettivo del divino, mi domandavo: che cos'è che mi fa apprezzare davis più di ogni altro?

l'immagine riporta la trascrizione delle prime sedici battute di assolo di davis (a partire da 1'31") e di coltrane (da 3'26") in so what: due maestri indiscussi, ma che diversità di stile! tanto sobrio e minimale l'uno quanto logorroico l'altro - la differenza è apprezzabile già a livello visivo, si veda quanto più nera è la trascrizione di coltrane. io coltrane lo amo, ma davis (forse si sarà capito) lo adoVo, e proprio per quello che non dice.

è vero, davis è passato alla storia come il musicista che ha più sbagliato nella storia del jazz, ma se da un certo punto in avanti ha scelto di rendere il suo stile più asciutto e sobrio, non è stato per incapacità: è stata una scelta meditata, di chi sa, ma non sente di doverlo necessariamente dimostrare. in altre parole, davis sarebbe stato capacissimo di fare un assolo come quello di coltrane, ma ha preferito suonare la metà delle note, lasciando spazio alla meraviglia e all'immaginazione.

e anche nella vita, quanto di più ammiro coloro che non stanno continuamente in vetrina, quelli che ti danno solo un indizio di sé e lasciano il gusto di scoprire le proprie profondità solo a coloro in grado di cogliere una sfumatura, una citazione, un rimando. un po' come quando renée getta l'amo le famiglie felici sono felici tutte allo stesso modo e kakuro coglie la citazione e gliela completa.

non è snobismo, non è spocchia: non tutto è per tutti. possedere la capacità di apprezzare la bellezza presuppone una profondità d'animo sufficiente per farlo, e l'anima è tanto più sensibile quanto più ci si addentra nelle sue profondità. negli strati più reconditi dell'animo umano si entra in punta di piedi e chiedendo permesso, parlando a bassa voce; gran parte dell'umanità si muove invece, per abitudine, come un ippopotamo alla carica. c'è bisogno di difendersi da questo, se necessario nascondendo ciò di cui si è più gelosi, ma anche orgogliosi. sì, c'è il rischio di dare di sé un'impressione incorretta; ma solo ai più superficiali.

e ora, enjoy:







martedì 3 maggio 2011

Girogirotondo...........

........ tutti giù per terraaaaaa!








Volti spalancati sul mondo, onnivori, e labbra aperte in girandole di risate polifoniche e meravigliate.
Ti scelgono a pelle, senza pre-giudizio ed interferenze di sangue, con il calore di un abbraccio che illanguidisce l'anima, e la sorpresa di una parola, inaspettata.

La Bellezza dei bambini, che non fanno facce da fotografo.

E se poi viene il tempo delle pose, del palcoscenico malconcio, sommesso, arruffato, violento e brutalizzato,
e se poi viene il tempo in cui l'immaginazione ed il sogno si dileguano in un vagito di speranza, il tempo pomposo e tronfio di vuoto,

in questo tempo corri, corri a ritroso,
scolpisci la carta di un album da disegno e colora il tuo cuore con i loro occhi,

perchè i bambini non fanno facce da fotografo.

domenica 1 maggio 2011

La voce umana


La voce è uno strumento che tutti possediamo e che ci identifica come le impronte digitali.
Essa ha sede nella laringe e come tutti gli strumenti musicali ha bisogno di una sollecitazione esterna per determinare i suoni di cui ne fa uso ed è l'aria.

L'aria sollecita le corde vocali che vibrano e producono il suono che a sua volta prende corpo, si “colora” per poi amplificarsi nelle casse di risonanza che sono i seni nasali, i seni frontali e la bocca, in verità tutto il corpo funge da cassa armonica.
La voce umana è lo strumento musicale più delicato rispetto ad altri, è soggetta a diverse malattie che ne compromettono la funzionalità ma è lo strumento, in assoluto, con più possibilità espressive.
Si sente dire spesso “io sono stonato, non so cantare” ma questo succede per una cattiva abitudine all'ascolto della propria voce, se si educa l'orecchio tutti sono in grado di cantare intonati.

In musica la voce ha un utilizzo diversificato a seconda degli stili in cui si esprime ma nella musica lirica essa sviluppa delle caratteristiche così specifiche da riuscire ad incantare.
Per la voce tanti musicisti nel corso dei secoli hanno scritto dei capolavori che sono rimasti inalterati nel tempo e che ritengo vivranno in eterno perché la voce è il nostro tesoro, un tesoro inesauribile.
Ecco un breve esempio di ciò che la voce può produrre:
dai Carmina Burana di Carl Orff “Dulcissime”