Blog di resistenza all'incedere del brutto


Per me la bellezza è Kurt Cobain che sfascia una Fender, è Mila Kunis che infila la lingua in gola a Natalie Portman, è una domenica mattina dannatamente post-alcolica. Cannibal Kid

Bellezza è un'umanità creata dallo scandito rincorrersi degli opposti, senza ripensamenti. La mia bellezza è libertà. Saharajoyce


continua...

mercoledì 25 aprile 2012

Buona RESISTENZA!


Buona, resistente e forte RESISTENZA, a tutti! :-)




giovedì 29 marzo 2012

fatevi un favore

prendete otto minuti della vostra giornata solo per voi e guardate e ascoltate. poi dite a qualcuno che conoscete di fare altrettanto. non può che farvi bene.




Sigur Rós - Ekki múkk from Sigur Rós on Vimeo.

lunedì 19 marzo 2012

origini

L'ho inteso come l'escursione dalla materia esclusiva, la musicalità di un volo, il suono di una voce unica e multicolore, l'unione di tanti punti quante sono le tappe di un viaggio. A voi e a me la visione.



venerdì 2 marzo 2012

El Biblioburro

Quanto è appassionante, taumaturgico e sì, anche psichedelico, leggere! Un’esperienza appagante e democraticamente paritaria per tutti i nostri sensi: sono catturati e trasportati in un altro mondo, percettivo, unico e irriproducibile, diverso per ciascuno di noi, pur leggendo la stessa storia; il piacere di sfogliare e sentire l’aria che si muove, il suono della pagina che cammina, e che dire del profumo della carta di certi libri… sillaba dopo virgola, l’immaginazione improvvisa colori, sapori, luoghi e scenografie da nasi aquilini, fruscii di seta, sgommate impertinenti!

Scontato ricordare la portata rivoluzionaria della scrittura, inutile dire quanto i libri, divulgando il Pensiero (certo Pensiero, magari!) siano insostituibili per la formazione culturale dell’individuo e delle società… inutile e scontato nell’occidente organizzato nelle forme a noi consuete, anche se è noto che si legga sempre meno; e, mentre qui un ex ministro (o, se preferite, ministra) fa scempio dell’istruzione di concerto con un altro che sostiene che con la cultura non si mangia, altrove fa da contro altare il colombiano Luis Soriano detto “el profesor” che, affascinato dalla lettura, ne diventa un divulgatore davvero particolare: in compagnia di due simpaticissimi asini, Alfa e Beto, raggiunge le località rurali dell’entroterra di La Gloria, portando con sé una certa quantità di libri, enciclopedie, il dizionario e quant’altro possa servire, foggiando così una bellissima biblioteca ambulante, el Biblioburro.

Pensate agli occhi sgranati ed affamati dei bambini che hanno visto per la prima volta un libro illustrato!


E’ proprio vero… chi ha il pane non ha i denti, e viceversa!

giovedì 1 marzo 2012

Rossella Urru e l'arroganza dei media

In gergo tecnico si dice notiziabilità, in parole povere è il requisito necessario affinché una notizia divenga di pubblico dominio e degna di entrare nell'agenda quotidiana dei temi da trattare.
Due sono i criteri che rendono una notizia, un fatto, notiziabile: la rilevanza del fatto stesso rispetto all'ambito di riferimento e l'interesse che può suscitare o che si prevede possa suscitare, nel pubblico.
Di fatto, com'è ben noto, non sempre tutte le notizie sono realmente rilevanti o degne di nota, ma esistono delle tecniche, piuttosto consolidate, per incrementare la percezione di rilevanza di un fatto al fine di aumentare l'interesse del pubblico.

Il pubblico, va da sé, è una merce pregiata, mutevole e da vendere al miglior offerente. In quanto merce, audience, pubblica opinione, dev'essere conservato in luogo fresco e asciutto, al riparo da luce e fonti di calore.
Il pubblico è una merce fragile e non va surriscaldato.
Il pubblico sono io, sei tu che stai leggendo, è il tuo vicino di casa che cucina la peperonata alle otto del mattino ed è in primis chiunque, consapevole o meno d'esserlo, partecipa attivamente e non alla vita politica, economica e sociale di un paese.

Dagli anni Sessanta in poi è stato un continuo susseguirsi di teorie che analizzano l'impatto dei mass media sul pubblico, una per tutte e in parte ancora attuale, la teoria della Spirale del silenzio di Elisabeth Noelle-Neumann [qui per ulteriori approfondimenti ed il testo completo], la cui tesi centrale vede nella riproposizione continua e ridondante di notizie da parte dei media la causa di una sempre maggiore incapacità del pubblico di selezionare le notizie degne di interesse e di comprendere i processi di influenza dei media. Tale incapacità susciterebbe nell'individuo, a livello inconscio, il timore costante di essere una minoranza e in quanto tale escluso dalla massa dominante.

Senza voler essere troppo retorici, in soldoni, io, tu, siamo costantemente bombardati da notizie e con sempre maggiore fatica siamo in grado di sottrarci a questo flusso ostinato o riusciamo a selezionare in modo soddisfacente le informazioni.

Il punto è che da qui al trastullarsi in questo marasma, il salto è breve, anzi, non c'è proprio il salto, restiamo seduti comodamente e clicchiamo a caso, facciamo zapping selvaggiamente, sfogliamo guardando solo le immagini.
Siamo diventati voyeur, siamo dei guardoni che letteralmente, alla stregua di un peep show, strizziamo affaticati gli occhi davanti a notizie strette, sottili come buchi e li allarghiamo invece tra le cosce di una soubrette cercando la mutanda. Ci annoiamo a leggere i testi troppo lunghi, come questo.
Senza rendercene conto diventiamo merce sempre meno di qualità.

Quindi, e qui la smetto, contro l'arroganza dei media, contro la pigrizia mentale, contro il tempo perso per farvi i fatti dei vips su twitter o della vostra amica ubriaca su facebook, io a nome di tutti, semplicemente, mi unisco al blogging day dedicato a Rossella Urru e vi offro stavolta una scelta molto facile.

La notizia è solo una e per leggerla impiegherete lo stesso tempo che avete impiegato a cercare di capire se Belen aveva davvero le mutande:


"Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre Rossella Urru ed altri due cooperanti spagnoli (Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’Associazione amici del popolo saharawi, e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat)  sono stati rapiti da uomini armati, arrivati a bordo di diversi pick-up..." continua a leggere

E sì, se accanto a questa notizia ci fosse stata una galleria con le immagini della tipa mezza nuda di turno, anch'io avrei cliccato prima sulla galleria e poi sarei tornata indietro per continuare a leggere. E me ne vergogno.



lunedì 13 febbraio 2012

woman in art

Premetto che non mi intendo di pittura ma l'amo lo stesso, ogni volta che vado per musei mi tuffo nelle immagini, nelle linee e nei colori e, chissà perchè, mi sento a casa.
Ho decisamente delle preferenze, spazio dall'Impressionismo ai giorni nostri e mi incanto come una bambina davanti ad una vetrina di dolciumi.
Girovagando su youtube, fonte inesauribile di informazioni, ho scoperto questo video che è veramente meritevole ed è una sovrapposizione di visi femminili nella pittura fatto proprio ad arte, è il caso di dirlo.
Perciò senza ulteriori chiacchiere profane ve lo propongo sicura di condividere con voi la gioia nella sua visione.
Il tappeto musicale è una Sarabanda dalla Suite per violoncello solo n.1 in sol maggiore di J.S.Bach suonata dal grande Yo-Yo Ma.


venerdì 27 gennaio 2012

non solo shoah

stamattina a caterpillar AM chiedevano agli ascoltatori di indicare un libro o un film che per loro fosse stato maggiormente formativo nell'acquisizione della consapevolezza di ciò che è stata la shoah. io ho indicato, nel profilo facebook della trasmissione, la finestra di fronte, di ozpetek: inannzitutto perché quando sento parlare di shoah (o, con un termine più brutto e inappropriato, di olocausto), noto che noi italiani tendiamo a dimenticare che la nostra nazione, in uno dei suoi periodi più bui e scellerati, ha contribuito fattivamente allo sterminio degli ebrei, come se il fatto che non ci fossero italiani tra i militari nei campi di concentramento al di là delle alpi ci assolvesse dall'aver consegnato migliaia di innocenti nelle mani dei loro aguzzini.

e poi perché la scelta di davide veroli di avvertire quante più persone possibile dei rastrellamenti in corso, salvandole dalla deportazione, sacrificando così l'oggetto del suo innamoramento, io la trovo di una bellezza etica superiore. veroli sa che in questo modo la sua vita ne rimarrà per sempre segnata, con un marchio altrettanto indelebile di quello che i sopravvissuti dei lager portano tatuato sul braccio; ciononostante, non ha incertezze nell'anteporre l'interesse e la salvezza di molti al suo privato sentire.


bellezza è anche questo: saper riconoscere quali siano i sacrifici che meritano di esser fatti, saper scegliere chi merita di andare avanti senza porsi la domanda se sia più vantaggioso per noi stessi e saper fare una scelta anche se ci penalizza, in nome di un'etica, di un senso morale ben radicato.

si badi bene, però: nessuno legga in questo una generica apologia del sacrificio, dacché i sacrifici imposti dall'alto e senza motivazioni che io ritengo sufficienti non li ho mai graditi e, specialmente quando sono stati imposti da governi di ladroni e canaglie della più varia specie, che grazie ai miei sacrifici si sono arricchiti, li ho sempre  esecrati. sappiate distinguere tra l'ammirazione per chi sa fare un passo indietro per il bene dei più e la commiserazione per quelli che si rendono complici dei loro ricattatori: quelli diventano conniventi con coloro che cercano di strappare la bellezza dalle nostre vite, sostituendola con un senso malinteso del dovere che in realtà è solo rinuncia acritica all'esercizio dei diritti, fino i più elementari, e che porta alla creazione di attriti tra categorie che si vedono come antagoniste e invece hanno un unico comune nemico.


oggi è la giornata della memoria, oggi ricordiamo le vittime di un genocidio: facciamo questo piccolo gesto oggi per tenere viva tutto l'anno la memoria di una scelleratezza compiuta da uomini contro altri uomini. io vorrei che oggi facessimo anche un piccolo gesto di bellezza, qualcosa che ci faccia - anche per un momento solo - prendere le distanze da chi ci vuole condannare all'abbrutimento, qualcosa che testimoni la potenza della bellezza in contrapposizione alla meschinità del brutto e del volgare: dite una cosa carina a qualcuno a cui tenete, manifestate apprezzamento per cose che vi vengono donate senza secondi fini, chiamate qualcuno che non sentite da un po', abbracciate un amico.


perché è la bellezza che salverà il mondo (f. dostoevskij). non il mercato, non i dei ex machina de noantri, non i sacrificicheleuropacichiede, non il 21 dicembre 2012, ma la bellezza.


la bellezza.



mercoledì 25 gennaio 2012

Quando il vetro e il mare s'incontrano...

Amo molto il mare e, quando posso recarmici, riesco a dedicare tempi infiniti al raccogliere sulla battigia 'preziosi' vetrini (ovvero i residui di pezzi di vetro erosi dall'acqua salata) - che poi utilizzo nelle composizioni più disparate che mi passino per la mente.




La storia di oggi è quella d'una spiaggia seminascosta tra gli scogli che - a partire dagli anni '40 - i cittadini di Fort Bragg, in California, avevano cominciato a utilizzare, con estrema noncuranza, come discarica privata. Con il passare degli anni e l'accumularsi di rifiuti di ogni tipo, la caletta era stata soprannominata proprio "The Dumps", ovvero "La discarica".

Dal 1967 la North Coast Water Quality Board chiuse la spiaggia e cominciò a ripulirla. Il problema erano però le migliaia e migliaia di pezzetti di vetro, i quali - a quanto pare - si mostravano particolarmente difficili da raccogliere.






Per tale ragione, essi furono lasciati lì, e - sottraendo gli altri materiali - divennero l'unica presenza 'altra' (=non naturale) di quella spiaggia. Ma la continua erosione delle onde su quei frammenti li rimodellò, li pulì e li fece brillare - d'una luce così intensa che la spiaggia divenne scintillante.

Una bella lezione da parte della natura, che quasi sembra riprenderci - come una madre affettuosa di bambini un po' discoli - per farci capire che dobbiamo avere cura di lei come lei ce l'ha di noi, donandoci ancora cose così incantevoli proprio malgrado l'uomo l'avesse deturpata con i propri rifiuti.




Oggi la spiaggia - il cui nome è divenuto proprio Spiaggia del vetro (The Glass Beach) - è un'attrazione turistica controllata dal California State Park System, che sta tentando di trasformare il luogo in parco nazionale.
Noi facciamo il tifo perché ci riesca, vero? ;-)